La ‘sorveglianza universale’ degli americani da parte dell’Immigration and Customs Service (ICE). I contratti ‘d’oro’ con i giganti della tecnologia sono intensificati.
In un’epoca che corre verso l’artificializzazione totalitaria del mondo, Luciano Boi e Stefano Isola pongono la domanda essenziale: quale sarà il posto dell’uomo nella società futura? La direzione dei mutamenti in atto sta conducendo, infatti, verso una crescente marginalizzazione del contributo umano dagli accadimenti significativi dell’esistenza, esiliando l’uomo nel “regno dell’insignificanza”, alla periferia di un universo rifondato sull’imperio degli algoritmi, sul “non pensiero” dell’intelligenza artificiale, sulla volontà di potenza di macchine che simulano intenzioni e decisioni umane, rovesciando il principio di utilità della tecnica in quello di utilità per la tecnica. Il “regno dell’insignificanza” è quello dove i corpi sono sostituiti dai profili; le relazioni dalle connessioni; la comunità dalla community; la città dalla smart city; la politica dalla governance; la scuola dall’eduverso; il linguaggio dal messaggio; le professioni dai robot.
Tra le migliaia di video che circolano su Internet dalle operazioni di massa dell’Immigration and Customs Service (ICE) negli Stati Uniti in Minnesota spiccano filmati di agenti che riprendono il telefono cellulare con la fotocamera girata sul volto della persona che controllano.
In questo processo, spesso, i dipendenti ICE tentano di scansionare le caratteristiche del viso attraverso un’applicazione con tecnologia di riconoscimento facciale. È Mobile Fortify, un’app che consente l’identificazione delle persone in tempo quasi reale. A differenza di altri software simili, Mobile Fortify deriva i dati direttamente dai database federali, ma la sua portata o l’esatta operazione non è stata ufficialmente conosciuta.
L’esistenza dell’applicazione (non è nota l’azienda che l’ha sviluppata) e il suo utilizzo da parte degli agenti ICE è stata rivelata per la prima volta nell’estate del 2025 dal sito web di ricerca 404 Media. In una successiva pubblicazione, nel mese di ottobre, lo stesso sito web ha scritto, citando i documenti del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), che le persone controllate non sono autorizzate a rifiutarsi di scansionare il loro volto. Secondo le stesse informazioni, il database dell’applicazione comprende almeno 200 milioni di immagini.
Tuttavia, le tecnologie di riconoscimento facciale sono note per mostrare un aumento dei tassi di identificazioni errate, specialmente nelle persone con colore della pelle più scuro, che ha ripetutamente provocato reazioni da parte delle organizzazioni per i diritti civili e ci sono stati casi di errori durante i controlli. L’uso di questa tecnologia da parte dell’ICE è spesso registrato in situazioni di intensità di tensione, il che aumenta la probabilità di errore.
Secondo quanto riferito, Mobile Fortify fa parte di un framework più ampio di partnership ICE con aziende tecnologiche per l’accesso alle tecnologie di sorveglianza. Negli ultimi mesi, l’agenzia ha stipulato contratti – finanziati principalmente da fondi del disegno di legge da $ 4 trilioni dell’amministrazione Trump – che coinvolgono la sorveglianza degli individui, l’espansione dell’identificazione biometrica e la sorveglianza del telefono cellulare. Secondo un rapporto di Axios, che cita la Electronic Frontier Foundation (EFF), c’è il rischio che le apparecchiature vengano utilizzate per “una sorveglianza mirata non solo dei migranti privi di documenti, ma anche deicittadinistatunitensi”.
Oltre a Mobile Fortify, ICE mantiene anche un contratto con Clearview AI, una società che fornisce anche servizi di riconoscimento facciale. Tuttavia, in questo caso l’identificazione viene fatta traendo informazioni, tra l’altro, dai social media.
Nel campo del monitoraggio – oltre all’identificazione – l’ICE ha recentemente riattivato il suo contratto con Paragon Solutions, azienda che sviluppa l’accesso remoto al software per dispositivi mobili. Uno dei suoi spyware più noti è Graphite, che, secondo Citizen Lab, consente l’accesso alle app di messaggistica anche quando si utilizza la crittografia, come WhatsApp e Signal. Allo stesso tempo, questo software può convertire il telefono cellulare in un dispositivo di ascolto attraverso l’attivazione del suo microfono.
L’amministrazione Biden aveva sospeso un contratto preesistente con Paragon, citando le preoccupazioni sull’uso di “software di intercettazione commerciale che mette a repentaglio la sicurezza nazionale”. Questa decisione è stata ribaltata dall’amministrazione Trump lo scorso settembre, provocando contraccolpi sia da parte dei gruppi per i diritti umani che dei membri del Congresso. Il senatore democratico Ron Widen ha poi dichiarato al Washington Post di essere “estremamente preoccupato per come l’ICE utilizzerà il software di Paragonper violare ulteriormente i diritti dei cittadini americani e di altre persone”.
Il vice direttore del servizio di immigrazione Todd Leyons ha detto che il servizio di immigrazione indagherà anche su gruppi di civili che manifestano contro l’ICE. “Abbiamo alcuni dei migliori agenti esperti e investigatori del crimine. Identificheremo i finanziamenti. Identificheremo i leader di questi gruppi”, aveva affermato.
Dalla lista dei contratti ICE, non poteva mancare nemmeno il gigante Palantir, la società di analisi dei dati co-fondata da Peter Thiel. Palantir ha lavorato con l’ICE dal 2011 e lo scorso aprile si è assicurato un contratto da $ 30 milioni per sviluppare la piattaforma ImmigrationOS.
Secondo i documenti federali, ImmigrationOS fornisce all’ICE informazioni “quasi in tempo reale” per le persone che sono state scanarizzate. Come sottolinea l’ONG American Immigration Council, le piattaforme di Palantir sono state utilizzate “per analizzare le scansioni della patente di guida, estrarre i dati dai telefoni cellulari sequestrati, l’elaborazione dei dati del sito incrociati e il collegamento di file da database federali, statali e commerciali”.
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