Il sionismo, un’ideologia per chi soffre di autolesionismo

 

Quando dissi a mia nonna che avrei visitato l’Europa per la prima volta, lei esplose: “Ohi, ohi!”. Alzando la voce, esclamò: “Lì non c’è niente! NULLA! Solo povertà e sporcizia”. Dopo essersi ripresa aggiunse: “Ti piace il cibo straniero? A New York c’è di meglio”.

Tuttavia, un numero crescente di noi continua ad abbracciare la nostra identità ancestrale e, soprattutto alla luce degli eventi attuali, rinuncia completamente alla sua antitesi autolesionista, il sionismo. Ciò che i nazisti non sono riusciti a ottenere – la cancellazione della cultura ebraica europea – i sionisti lo stanno portando avanti. Abbiamo una parola in yiddish per questo. È una shanda, uno scandaloso imbarazzo e una vergogna.

La sua generazione di ebrei aveva poca nostalgia del vecchio Paese… e per una buona ragione. Aveva partecipato involontariamente ai pogrom, violente rivolte in cui venivano massacrati gli ebrei. Oggi, i responsabili vengono riabilitati. Volodymyr Zelensky, incurante del suo retaggio religioso (nato in una famiglia ebrea, N.d.R.), onora l’assassino Stepan Bandera come uno dei suoi “indiscutibili eroi” (Bandera cooperò attivamente con le forze naziste, partecipando all’Olocausto ucraino, N.d.R.).