Lo sguardo debole: la forza e la debolezza dell’immagine

Ricordate S. Tommaso? Credeva solo in ciò che vedeva, dubitava, non aveva fede, di colpo però imparò che la verità stava in Dio e non in ciò che passava davanti ai propri occhi. Si ricredette facendo atto di fede. Non sarà sfuggito a molti che in tante civiltà lontane dall’Occidente l’immagine del sacro o del divino assume sempre una forma simbolica, immagine altra e lontana dalla realtà immediata e diretta. Allo stesso modo la divisione, lo scisma cristiano tra Occidente e Oriente avvenne tra icasti e iconoclasti, cioè tra chi riteneva possibile che l’immagine di Dio potesse essere rappresentata nella sua autenticità e verità e chi no. Così la distanza tra Chiesa Ortodossa e Cristiana si risolse nell’assegnare, includere o meno la verità all’immagine. L’Occidente, come è noto scelse la possibilità che l’immagine fosse verosimile, cioè possibile, è anche grazie a ciò che è stata possibile una grande storia dell’arte Occidentale.