Mario Draghi: ma ora il mondo sta cambiando rapidamente e ci ha colto di sorpresa!

 

Hic Rhodus, hic salta!

Auguri.

AD

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Ps. Il Prof. M. Draghi aveva il tempo e i mezzi materiali e intellettuali per accorgersi che il mondo stava cambiando già da molti anni, ancora prima che io mi mettessi a pubblicare — 28 anni fa e senza mezzi — i “Libri per il mondo che cambia”. “I Giorni del Futuro” era la prima collana che avevo messo in cantiere. Dispiace dirlo, ma le nostre risorse umane, intellettuali e politiche, erano e sono molto scarse e la responsabilità non è tutta degli anni bui del regime fascista.

Buongiorno a tutti. In un certo senso questa è la prima volta che ho l’opportunità di
iniziare a condividere con voi come si stanno delineando la struttura e la filosofia di
quello che sarà il mio rapporto. Per molto tempo la competitività è stata una
questione controversa per l’Europa. Nel 1994, il futuro economista premio Nobel
Paul Krugman definì l’attenzione alla competitività una “pericolosa ossessione”. La
sua tesi era che la crescita a lungo termine deriva dall’aumento della produttività, che
avvantaggia tutti, piuttosto che dal tentativo di migliorare la propria posizione
relativa rispetto agli altri e acquisire la loro quota di crescita. L’approccio adottato nei
confronti della competitività in Europa dopo la crisi del debito sovrano sembrava
dimostrare la sua tesi. Abbiamo perseguito una strategia deliberata volta a ridurre i
costi salariali gli uni rispetto agli altri e, combinando ciò con una politica fiscale
prociclica, l’effetto netto è stato solo quello di indebolire la nostra domanda interna e
minare il nostro modello sociale.