La destra insurrezionale dell’Europa non cambierà nulla. Le loro elezioni sono state poco più che una farsa

 

A seconda della sua posizione politica, si potrebbe considerare l’ascesa della destra populista al Parlamento europeo come una grave minaccia per la democrazia, oppure come una vittoria eclatante, e un importante passo avanti nel ‘riprendere il controllo’ dall’oligarchia di Bruxelles. Ma entrambe le posizioni sarebbero sbagliate. La verità è che, nonostante l’isteria di Domenica, aggravata dalla decisione di Macron di sciogliere il Parlamento e indire le elezioni, l’impatto di queste elezioni non sarà così significativo come si teme o si spera.

Consideriamo i vincitori: i gruppi ECR e ID, che hanno ottenuto guadagni significativi. Entrambi i blocchi sono composti da vari partiti di destra-populista che sono profondamente divisi su diverse questioni strategiche cruciali: questioni sociali ed economiche, allargamento dell’Europa, Cina, relazioni UE-USA e, soprattutto, Ucraina. Ciò significa che, anche se riusciranno a spingere la Commissione europea a destra, faranno fatica a trasformare il loro successo elettorale in influenza politica; sulle sfide più importanti dell’Europa, sembra improbabile che votino in blocco. Ma a un livello più fondamentale, supporre che queste elezioni modificheranno radicalmente il corso dell’agenda politica dell’UE, o addirittura minacceranno la democrazia stessa, implica che l’UE sia una democrazia parlamentare funzionante. Non è così.