Il diavolo in corpo: sesso e pornografia

 

Solo il sesso è naturale, non è un prodotto culturale perché appartiene alla specie umana, ma poiché il sesso lo si pratica con il corpo, tutta la storia della sessualità è la storia della manipolazione culturale del corpo.

Tutto il nostro presente sembra non avere alcuna necessità del passato, pare abbia rinunciato a qualsiasi comprensione o spiegazione della contemporaneità. Siamo davanti a un punto di rottura come era avvenuto alla fine del Settecento, quando la classe borghese sostituendosi all’aristocrazia aveva scoperto come l’esistenza di un corpo laico, potesse offrire nuove forme di potere e di controllo.

 

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Non c’è mai stato un corpo naturale o un momento nella storia in cui i corpi non siano stati modellati da pratiche e sistemi culturali. Anche quello biologico non garantisce alcuna certezza, un uomo si può sentire donna e viceversa, è Freud a sostenere come l’orientamento sessuale di ciascuno avvenga per rinuncia a una parte di sé e per rimozione del suo contrario. Il modo di muoversi e di gesticolare, l’incedere, l’allure o la prossemica, l’assunzione di cibo, gli aspetti legati alla riproduzione e molto altro sono state le forme identitarie di ogni gruppo sociale, in qualsiasi latitudine o longitudine del pianeta. Le religioni, i miti, l’antropologia, l’etnologia e le espressioni culturali più varie sono nate per comprendere e giustificare la disposizione dei corpi gli uni tra gli altri. Per millenni il pensiero magico, poi la religione, la filosofia, la medicina e la psicologia hanno messo in relazione mente e corpo attraverso un fantasma chiamato spirito, anima o inconscio. La tradizione e la sua trasmissione hanno ritmato le epoche e i tempi, ha tentato di disporre il corpo in Nord e Sud, Occidente e Oriente.