I dazi di Trump: alcuni fatti e conseguenze

 

I dazi di Trump riguardano solo le importazioni di beni, non di servizi. Gli Stati Uniti hanno un deficit di beni con i paesi dell’Unione Europea, quindi Trump ha imposto un dazio del 20% su tali importazioni. Ma non ci sono misure contro i servizi (circa il 20% di tutto il commercio mondiale). L’UE ha un surplus di beni con gli Stati Uniti, ma un deficit significativo di servizi (banche, assicurazioni, servizi professionali, software, comunicazioni digitali ecc.) con gli Stati Uniti. Se fossero stati inclusi i servizi, il deficit degli Stati Uniti con l’UE sarebbe praticamente scomparso.

2. La formula utilizzata per stabilire la tariffa per ogni paese che esporta negli Stati Uniti non è correlata a tasse ingiuste, sussidi o barriere non tariffarie imposte dai paesi sulle esportazioni statunitensi. Invece, segue una formula semplice: vale a dire, la dimensione del deficit commerciale degli Stati Uniti con ogni paese divisa per la dimensione delle importazioni statunitensi da quel paese, quindi divisa per due. Un esempio: l’America ha un deficit di 123 miliardi di dollari con il Vietnam da cui importa 137 miliardi di dollari. Quindi si ritiene che abbia barriere commerciali equivalenti a una tariffa di importazione del 90%. La formula statunitense applica una tariffa reciproca pari alla metà (45%), per ridurre il deficit bilaterale della metà. Problema: il Vietnam non ha una tariffa del 90% sulle esportazioni statunitensi, quindi non può evitare una riduzione delle vendite negli Stati Uniti accettando di ridurre le sue “tariffe” sulle esportazioni statunitensi.