Ci stiamo rendendo conto abbastanza in fretta dei pericoli del militarismo dell’intelligenza artificiale?

 

Nessuno ha avuto l’opportunità di votare se vogliamo vivere in un mondo tecnocratico quasi distopico, in cui il controllo e l’agire umano vengono costantemente erosi. E ora, naturalmente, l’IA stessa è su di noi in piena forza, sempre più utilizzata come arma non solo contro gli stati nazionali, ma anche contro i cittadini comuni. Come avvertì Albert Einstein, “È diventato spaventosamente ovvio che la nostra tecnologia ha superato la nostra umanità”. In un inquietante e ironico colpo di scena, sappiamo che Einstein ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della tecnologia per le armi nucleari. Eppure, in qualche modo, come J. Robert Oppenheimer, alla fine sembrò comprendere le implicazioni più profonde di ciò che aveva contribuito a scatenare.

Possiamo dire lo stesso degli attuali CEO dell’intelligenza artificiale e di altri esperti autoproclamati, mentre scatenano con gioia questa potente forza e allo stesso tempo proclamano con noncuranza di non sapere se l’intelligenza artificiale e l’intelligenza artificiale generale potrebbero davvero significare la fine dell’umanità e del pianeta Terra stesso?


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L’intelligenza artificiale è ovunque oggigiorno. Non c’è via di scampo. E mentre gli eventi geopolitici sembrano sfuggire al controllo in Ucraina e a Gaza , appare chiaro che l’intelligenza artificiale, pur essendo teoricamente una forza di cambiamento positivo, si è trasformata in un preoccupante acceleratore della volatilità e della destabilizzazione che potrebbero portarci a pensare ancora una volta all’impensabile: in questo caso, alla Terza Guerra Mondiale.