L’ipnocrazia è il primo regime che agisce direttamente sulla coscienza.
Non controlla i corpi. Non reprime i pensieri.
Piuttosto induce uno stato alterato permanente della coscienza.
Un sonno lucido. Una trance funzionale.
Il risveglio è stato sostituito da sogni sorvegliati.
La realtà, da una suggestione continua.
L’attenzione è modulata come un’onda.
Gli stati emotivi sono indotti e manipolati.
Ogni suggestione si ripete, instancabilmente, e la realtà si dissolve in molteplici sogni manipolati.
Il pensiero critico viene dolcemente messo a dormire e la percezione rimodellata, strato dopo strato.
Gli schermi brillano incessantemente nella notte della ragione.
L’informazione scorre come un fiume ipnotico, mentre lo shock e il torpore si alternano in un ritmo studiato.
L’esperienza si frammenta e si moltiplica in mille specchi.
La ripetizione batte come un tamburo sotterraneo.
I sensi sono saturi di stimoli costanti.
La dopamina circola nel sistema.
L’incredulità si dissipa come una nebbia mattutina.
Il tempo si contorce su se stesso.
La memoria diventa solo un vago eco.
L’obbedienza scorre, invisibile.
La realtà si è frammentata in mille realtà.
Il testo di Jianwei Xun L’Impero dell’ipnocrazia che segue è il suo contributo pubblicato nel volume curato da Giuliano da Empoli: L’Empire de l’ombre. Guerre et terre au temps de l’IA
