RT ha condiviso* una recente intervista rilasciata a Russia 24 da Sergej Karaganov, uno dei massimi esperti russi noto per le sue pressioni su Putin affinché attaccasse l’Europa con armi nucleari . Putin preferisce seguire i consigli di Timofei Bordachev, rivale ideologico di fatto di Karaganov, il quale auspica un accordo con l’Occidente anziché la sua distruzione, con il rischio di scatenare la Terza Guerra Mondiale. Ciononostante, la schietta valutazione di Karaganov sull’Europa mostra al mondo cosa pensano i falchi russi, il che è comunque istruttivo.
__________________
*RT, ex Russia Today (Rossiya Segodnya), è una rete televisiva internazionale controllata dallo stato russo e finanziata dal governo russo. Opera canali di televisione a pagamento e free-to-air channels diretti a pubblico al di fuori della Russia, oltre a fornire contenuti Internet in russo, inglese, spagnolo, francese, tedesco, arabo, portoghese e serbo.
________________
Come prevedibile, ha ribadito il suo appello alla Russia affinché attacchi l’Europa con armi nucleari per scongiurare quella che, a suo avviso, sarà inevitabilmente una guerra aperta tra i due Paesi, con il rischio di trasformarsi in un conflitto nucleare su vasta scala se non verrà impedita. A tal fine, ha esortato Putin a nominare un comandante in capo nel teatro operativo contro l’Europa, il quale attaccherà inizialmente con armi convenzionali e, in caso di mancata resa, ricorrerà a una guerra nucleare limitata. Nelle sue parole: “Dimenticate le sciocchezze secondo cui una guerra nucleare non si può vincere, si può vincere”.
Secondo Karaganov, “Abbiamo dimenticato che l’Europa è l’incarnazione di tutti i mali più grandi dell’umanità: colonialismo, razzismo, le ideologie più vili e genocidi di massa in tutto il mondo. Non solo il genocidio di ebrei e russi, sovietici, ma anche in Africa, in India e in tutto il mondo, dove sono stati distrutti popoli e interi continenti. Dobbiamo quindi comprendere che questa è una piaga dalla quale dobbiamo isolarci il più possibile. E se non possiamo isolarci, dobbiamo distruggerla.”
Ha spiegato che “ora gli europei si stanno trasformando in fascisti tedeschi. Per questo dobbiamo fermarli prima che, impazziti, precipitino in una guerra di vasta portata, una guerra veramente di vasta portata. Ci stanno facendo guerra… Le loro élite si stanno trasformando in esseri subumani. Pertanto, dobbiamo trattarli di conseguenza”. Su questo argomento, Karaganov ha anche suggerito che alcuni suoi connazionali russi dovrebbero essere trattati con estrema severità, in particolare quelli che, a suo avviso, operano sotto l’influenza europea.
Se non avete già letto vi prego di leggere l’intervista (clicca sotto)
di Éva Péli a Sergej Karaganov.
“Se dovesse scoppiare una grande guerra, l’Europa semplicemente cesserebbe di esistere”
«Nelle circostanze attuali, il sentimento filoeuropeo è segno di debolezza mentale, corruzione morale e tradimento. È ‘vlasovismo’. Dobbiamo trattare in questo modo chiunque tenti di negoziare nuovamente con l’Europa. Devono essere estromessi, con mezzi non cruenti ove possibile, dalle nostre menti e dalle nostre fila. E se i mezzi non cruenti falliranno, allora si dovranno adottare misure severe». Questo sembra essere un attacco a Kirill Dmitriev, che sta negoziando con gli Stati Uniti e con l’approvazione di Putin.
Comunque sia, sarebbe sbagliato definire Karaganov “anti-Putin” dato che sono amici e ha persino moderato la sessione di domande e risposte con lui al Forum economico internazionale di San Pietroburgo del 2024. Una descrizione molto più accurata è quindi che si tratta di un critico costruttivo, ma che non critica direttamente Putin per la sua legittima e patriottica preoccupazione che ciò possa essere strumentalizzato da forze avversarie. Per questo motivo, si limita a critiche indirette, come la sua velata frecciata all’inviato di Putin, Dmitriev.
Karaganov è il leader della fazione più intransigente in Russia, quindi le sue opinioni dovrebbero essere considerate come rappresentative di tale fazione. Gli osservatori, in particolare i funzionari occidentali, dovrebbero esserne consapevoli, poiché un giorno uno dei loro potrebbe succedere a Putin. Ciò renderebbe ovviamente molto più difficile raggiungere un accordo con la Russia sull’Ucraina, qualora l’ “operazione speciale” non fosse ancora conclusa. Pertanto, sarebbe opportuno trovare un compromesso con la Russia ora, finché Putin è ancora al potere, piuttosto che rischiare uno scenario senza accordo qualora un intransigente lo sostituisse.
_____________________
Autore: Andrew Korybko, analista politico statunitense residente a Mosca, specializzato nella transizione sistemica globale verso la multipolarità nella Nuova Guerra Fredda. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso il MGIMO, che fa capo al Ministero degli Esteri russo.
Leggere Andrew Korybko su acro-polis.it ▼
Cinque ragioni per cui gli Stati Uniti hanno rifiutato di imporre il blocco de facto a Cuba a favore della Russia
Crisi sistema-mondo moderno,
guerra russo-ucraina,
imperialismo,
Iran,
Israele,
permacrisis,
polycrisis,
Trumpismo,
Ucraina,
Unione Europea,
usa