La periferia contro il pianeta

 

Con 17 tonnellate di CO2 emesse pro capite nel 2024, gli Stati Uniti figurano tra i maggiori produttori di gas serra al mondo. Queste cifre nascondono un’organizzazione dello spazio e un American way of life incentrati sul metabolismo suburbano e sull’uso quotidiano dell’auto privata. La risposta tecnosoluzionista, che consiste nel promuovere l’elettrificazione dell’auto, riproduce lo stesso meccanismo, senza mettere in discussione l’impasse suburbana.


Siamo nel pieno di una Grande Trasformazione, un qualcosa di così travolgente che non lascia possibilità di tornare indietro perché nel suo cammino attua un processo demolitorio e di eradicazione profonda. Il trasferimento nel digitale permette una rimozione perfetta. In questa corsa forsennata verso il baratro vi è un’erosione dell’essere umano così profonda e radicale che assume i tratti di una metamorfosi ontologica e antropologica. Restano aperte questioni fondamentali: quale sarà il significato di essere umano, di essere vivente, di natura, di libertà? In un puzzle di inclusione cibernetica dove i tasselli si intersecano perfettamente non ci sono altri usi possibili o strade alternative e a puzzle completo si rischia di ritrovarsi con una nuova identità umana incapace di riconoscere altro se non confermare il presente all’interno del nuovo ordine di verità algoritmico.


 

“Lo stile di vita degli americani non è negoziabile.” Con questa formula lanciata durante il Vertice della Terra di Rio nel 1992, il presidente George H. W. Bush poneva un ultimatum che continua a strutturare il percorso ecologico degli Stati Uniti. Ricordiamo che con 17 tonnellate di CO2 equivalente pro capite nel 2024 (contro le 7 dell’Unione europea), gli Stati Uniti figurano tra i maggiori emettitori di gas serra pro capite al mondo. I trasporti sono la loro principale fonte di emissioni dirette. Tra queste, SUV, camion e autovetture ne totalizzano l’80%.