“Pensare non significa costruire cattedrali o comporre sinfonie”.
Cornelius Castoriadis
Credere nella Rivoluzione permanente del Cristianesimo Trinitario (di quello non castrato) “non significa costruire cattedrali” che sono templi di potere temporale che il Cristianesimo ha semplicemente demolito.
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Poiché la filosofia è un elemento centrale del progetto greco-occidentale di autonomia individuale e collettiva, la fine della filosofia significherebbe né più né meno la fine della libertà. La libertà non è minacciata solamente dai regimi totalitari o autoritari. Lo è, in maniera più celata ma non meno forte, dall’atrofia del conflitto e della critica, l’espansione dell’amnesia e dell’irrilevanza, l’incapacità crescente di mettere in discussione il presente e le istituzioni esistenti, sia quelle politiche sia quelle portatrici delle concezioni del mondo. In questa critica la filosofia ha sempre avuto una parte centrale, anche se la sua azione è stata per gran parte del tempo indiretta. Quest’azione è sul punto di sparire, innanzitutto sotto il peso delle tendenze sociali-storiche contemporanee…il cui effetto – che contribuisce a rafforzarle – è l’influenza dell’adorazione heideggeriana e post-heideggeriana della “realtà” bruta, e le proclamazioni heideggeriane: “non possiamo fare niente”, “non c’è niente da fare”.