Calendario liturgico: Dormizione della Santissima Theotokos

Oggi è la festa della Donna

Oggi è la festa, piena di gioia e speranza, della femmina che, senza seme (asporos), ha dato al mondo il Figlio del Dio trinitario del cristianesimo.  

 

La festa è nota anche come «Pasqua d’estate» e costituisce la più importante festività mariana del cristianesimo, durante la quale si commemorano la Dormizione, la Sepoltura e la Traslazione della Theotokos. L’istituzione della celebrazione il 15 agosto ha una lunga storia, con i primi riferimenti che risalgono al V secolo a Gerusalemme, inizialmente il 13 agosto. Dopo il 460 la festa fu definitivamente spostata al 15 agosto e, infine, fu l’imperatore Maurizio (VI secolo) a imporne la celebrazione in tutto l’Impero bizantino con un decreto.

Secondo la tradizione ecclesiastica, l’angelo Gabriele informò la Vergine Maria della sua imminente morte tre giorni prima, mentre gli Apostoli, sebbene dispersi, furono trasportati «sulle nuvole» a Gerusalemme per darle l’ultimo saluto. Tre giorni dopo la sua sepoltura nel Getsemani, il sepolcro fu trovato vuoto, e la Chiesa insegna che la Madre di Dio è risorta ed è stata assunta corporalmente in cielo dal Figlio suo. La teologia della festa è profondamente piena di speranza e si concentra sui seguenti punti: Vittoria sulla morte: la Dormizione non è considerata un evento di lutto ma di gioia, poiché la Beata Vergine Maria «è stata trasferita alla vita», cioè a Cristo. È una conferma della comune risurrezione che attende tutti i fedeli. La Beata Vergine Maria come mediatrice: la Theotokos è considerata la «scala verso il cielo», il ponte che unisce la terra al cielo; essa rimane la protettrice e mediatrice perenne dei cristiani presso Dio e, con il suo passaggio al Suo fianco, il suo aiuto verso coloro che la invocano diventa più grande e più potente.

Gli eventi della Dormizione sono descritti in una serie di testi denominati «Discorsi sulla Traslazione» (Transitus Mariae), databili principalmente dal IV al VI secolo. Sebbene non siano inclusi nel Canone delle Sacre Scritture, questi testi hanno costituito la base per l’innologia e l’iconografia della Chiesa. I più importanti tra questi sono: Discorso di San Giovanni il Teologo sulla Dormizione della Theotokos: Il testo più diffuso in Oriente, descrive la visita dell’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, il meraviglioso raduno degli Apostoli a Gerusalemme su una nuvola e la consegna della Sua anima a Cristo. De Transitu Beatae Mariae Virginis (Sul trapasso della Beata Vergine Maria): Una raccolta di testi latini e greci, spesso attribuiti a torto a personaggi quali Melitone di Sardi o Giuseppe di Arimatea. Liber Requiei Mariae (Il Libro del Riposo di Maria): È considerato uno dei testi più antichi (probabilmente III-IV secolo), si conserva integralmente soprattutto in una traduzione etiope e comprende descrizioni dettagliate del trasferimento del suo corpo in Paradiso. L’«Exabiblos» siriaco: Una raccolta di sei libri in lingua siriaca che presenta in dettaglio gli eventi della Dormizione, ponendo l’accento sulle preghiere e sui miracoli della Theotokos. Testi di Pseudo-Dionigi l’Areopagita: Nell’opera «Sui Nomi Divini», si fa riferimento al raduno dei sacerdoti e degli apostoli attorno al «corpo che ha accolto Dio» della Beata Vergine Maria, una testimonianza che la Chiesa ha utilizzato per fondare l’antichità della tradizione. Sebbene la Chiesa ufficiale non li accetti come ispirati da Dio, riconosce che contengono il nucleo storico dell’antica tradizione cristiana.

L’icona della Dormizione della Theotokos non è un’immagine di morte, ma un’immagine di passaggio alla vita. Il Corpo della Vergine Maria si trova al centro, su un letto funebre; attorno a lei sono riuniti gli Apostoli, guidati da Pietro e Paolo in atteggiamento di profonda devozione. Dietro il letto si erge Cristo avvolto nella «Gloria», che tiene tra le braccia un neonato fasciato, simbolo dell’anima della Vergine. Spesso nella parte inferiore dell’immagine si vede un angelo che taglia le mani dell’ebreo Iefonia, il quale, secondo la tradizione, tentò di rovesciare la bara della Theotokos.

Fonte: kathimerini.gr


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Omofobia e femminicidi sono sullo sfondo

Una delle domande che si pongono oggi: quanto nel processo che porta alla definizione della sessualità dell’individuo è genetico e quanto è epigenetico? Quanto è scritto e quanto si impara? Quanto è scritto nel DNA del genoma, e quanto ogni individuo deve imparare volta per volta? Quanto nella sessualità è normale, quanto fa parte della inevitabile e naturale variabilità interna del sistema; e quanto dipende dalle condizioni esterne perinatali, ed è quindi potenzialmente accettabile o discutibile o rifiutabile?

Si parla, si scrive e si legifera molto di comportamenti legati alla sfera sessuale degli individui. Ma se si domanda ad una persona qualsiasi su cosa sono basati i suoi giudizi morali, da cosa prendono forza e giustificazione le argomentazioni e la logica delle decisioni, da dove viene il successo dei libri ed il senso di tante strane discussioni, ci si rende immediatamente conto che non esiste una base di conoscenza minima e sufficiente del problema. Il sesso è una delle cause portanti del comportamento degli esseri umani, e non potrebbe essere altrimenti; ma ogni individuo che non sia uno psicanalista o un medico specializzato dovrebbe sapere di cosa sta parlando. Oggi nelle nostre società genetica, epigenetica, genetica molecolare e neurobiologia hanno fornito risposte nuove e oggettive a molte domande antiche. Allo stesso tempo ne hanno poste altre; il problema rimane acuto e, stranamente, affrontato con grande superficialità, non risolto. Omofobia e femminicidi sono sullo sfondo.