Michael Hudson: l’euro senza la Germania

La rapida scomparsa della Germania mi ricorda l’agente dei servizi segreti tedeschi Bachmann in “A Most Wanted Man”. È stato portato a credere di operare allo stesso livello della CIA e dell’intelligence britannica solo per rendersi conto troppo tardi di essere stato interpretato per tutto il tempo.

Hudson arriva fino in fondo a cosa significherà la caduta della Germania per l’euro e quali sono le opzioni per i paesi del Sud del mondo e dell’Eurasia mentre cercano di resistere all’egemonia degli Stati Uniti.

Conor Gallagher

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Angela Merkel: la Russia non va esclusa dall’architettura europea

A mio avviso il fatto che Angela Merkel sia scesa sul campo apertamente e, in modo molto audace, prende posizione del tutto contraria a quella del governo in carica, è di straordinaria importanza per la evoluzione anche a breve della politica tedesca. Dopo il primo intervento è di ieri il suo secondo più dirompente del primo: la Russia non va esclusa dall’architettura europea.

Intervenendo a un evento in occasione del 110° anniversario di Goslar in Bassa Sassonia, la Merkel, pur chiarendo che non stava commentando l’attuale politica del governo federale, si è espressa per la seconda volta in pochi giorni dicendo che non si può escludere la Russia da un futuro di relazioni con l’Europa. “Il 24 febbraio 2022 segna una profonda svolta. Inoltre, la guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina costituisce la più grande violazione dei principi del diritto internazionale in Europa dalla seconda guerra mondiale. Ma è necessario lavorare su un’architettura di sicurezza paneuropea, inclusa la Russia, anche se ciò richiederebbe grande forza d’animo”, ha affermato la Merkel.

AD

La reazione al sabotaggio di tre dei quattro gasdotti Nord Stream 1 e 2 in quattro punti, lunedì 26 settembre, si è concentrata su speculazioni su chi è stato e se la NATO farà un serio tentativo di scoprire la risposta. Eppure, invece del panico, c’è stato un grande sospiro di sollievo diplomatico, persino calmo. La disabilitazione di questi gasdotti pone fine all’incertezza e alle preoccupazioni da parte dei diplomatici USA/NATO che hanno quasi raggiunto una proporzione di crisi la settimana precedente, quando si sono svolte grandi manifestazioni in Germania che chiedevano la fine delle sanzioni e l’incarico al Nord Stream 2 di risolvere la carenza di energia.