L’invio delle armi all’Ucraina? I pro non ci sono. Giorno dopo giorno vediamo sempre meglio come la guerra in Ucraina non sia che distruzione di vite, di famiglie, di ambiente, di socialità, di umanità, di intelligenza. Come tutte le guerre. Ma questa di più. Che senso ha mandare armi sempre più potenti ai combattenti dell’Ucraina perché ammazzino, si facciano ammazzare, e facciano ammazzare la popolazione civile, vera vittima di tutte le guerre moderne, e poi pagare a Putin gas, petrolio, carbone, fertilizzanti e tante altre cose di cui non sappiamo fare a meno, continuando così a finanziare e rafforzare la sua guerra di aggressione? Non è forse la moltiplicazione delle armi in campo a rendere la guerra sempre più intensa, estesa, mortifera, ad avvicinarci al ricorso alle bombe atomiche che aspettano solo, ben sistemate nei loro silos, di essere usate? Tutte le armi sono concepite, costruite, comprate e vendute, prestate (come nel caso dell’Italia) per essere usate. Per questo è sempre più urgente battersi contro le guerre e contro l’industria delle armi che le alimenta, a discapito di ciò che servirebbe, e manca, a sostenere la vita di tutti.