Accuse contro Marocco, Stati Uniti e Israele riguardo al massiccio afflusso di persone a Ceuta
Diversi media riportano accuse contro Marocco, Stati Uniti e Israele, secondo le quali avrebbero orchestrato e strumentalizzato politicamente il massiccio afflusso di migranti nell’exclave spagnola di Ceuta alla fine di luglio. Ad esempio, il Washington Post discute del “sospetto che l’incidente possa essere stato orchestrato”. Un articolo corrispondente, tradotto in tedesco, è apparso sul quotidiano Merkur. Secondo l’articolo, diversi migranti avrebbero dichiarato al giornale, in alcune interviste, che le autorità marocchine avrebbero permesso loro di passare, informandoli che sarebbero stati fermati se avessero viaggiato via terra, ma non se avessero attraversato a nuoto. Gli articoli definiscono questo episodio “la migrazione come arma”. Diverse fonti riportano che tra il 30 e il 31 luglio un totale di 50.000-70.000 migranti ha tentato di raggiungere Ceuta.
Nel 2021, il Marocco ha permesso l’ingresso a Ceuta a circa 8.000 migranti a seguito di una disputa diplomatica. Ufficialmente, la responsabilità dell’ultimo afflusso è stata attribuita a “disinformazione e trafficanti di esseri umani”. Tuttavia, questa spiegazione è messa in discussione dagli esperti, i quali sostengono che attraversare il confine a piedi o a nuoto non sia un modello di business sostenibile. Un alto funzionario della sicurezza spagnola, rimasto anonimo, ha dichiarato al giornale che si è trattato di una “dimostrazione di forza” da parte del Marocco, volta a ribadire le proprie rivendicazioni territoriali sulle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla. Secondo il Washington Post, le autorità spagnole stanno indagando sul ruolo del Marocco, pur dichiarandosi “ufficialmente impegnate nella difesa” del Paese. Il giornale sottolinea inoltre che il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez è “un acceso critico della guerra di Israele a Gaza” e ha suscitato l’ira di alcuni alleati della NATO rifiutandosi di aumentare la spesa per la difesa nazionale al livello richiesto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Un’approfondita ricerca condotta dal sito web “NachDenkSeiten”, citando ulteriori articoli di stampa, sottolinea gli interessi statunitensi e israeliani in questa vicenda. Per anni, politici israeliani e americani hanno minacciato la Spagna “per la Striscia di Gaza, messo in discussione la sua sovranità in Nord Africa e usato Ceuta come strumento di pressione”. Negli Stati Uniti, si discute da tempo della possibilità di “sostituire la Spagna come partner militare di Washington, attualmente rappresentato dal Marocco”. In seguito al rifiuto della Spagna di consentire agli Stati Uniti l’utilizzo delle sue basi aeree durante l’accordo sul nucleare iraniano, si sono levate voci a favore del trasferimento delle basi statunitensi in un Paese che ne avrebbe permesso l’uso. Si è anche discusso dell’espulsione della Spagna dalla NATO.
In questo contesto, i media israeliani hanno discusso “apertamente” della strumentalizzazione politica delle rivendicazioni del Marocco su Ceuta e Melilla. Secondo questa interpretazione, sostenere il Marocco in questa questione rappresenterebbe una ricompensa per il riavvicinamento del Marocco a Israele e una punizione per la posizione della Spagna su Iran, Palestina e NATO. L’articolo sul sito web “NachDenkSeiten” afferma che, sebbene Israele prenda pubblicamente le distanze dalle rivendicazioni territoriali del Marocco, queste hanno giocato un ruolo significativo nelle controversie passate. Ad esempio, nel 2019, Yair Netanyahu, figlio del Primo Ministro israeliano, ha avanzato una “proposta di scambio”: Israele avrebbe cessato di finanziare le organizzazioni che chiedono alla Spagna di cedere Ceuta e Melilla. In cambio, la Spagna avrebbe interrotto i finanziamenti alle organizzazioni che chiedono a Israele di cedere la Giudea e la Samaria.
Nel settembre 2025, Itamar Ben Gvir, Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, chiese alla Spagna di “concedere il libero ingresso agli abitanti di Gaza”. In precedenza, la Spagna aveva negato l’ingresso a lui e al Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich a causa della sua posizione su Gaza. In seguito al massiccio afflusso di persone a Ceuta, Ben Gvir ribadì la sua richiesta che la Spagna accogliesse i residenti di Gaza. Poi, nel marzo di quest’anno, Michael Rubin, figura di spicco di due think tank statunitensi (l’American Enterprise Institute e il Middle East Forum), descrisse Ceuta e Melilla come territorio marocchino occupato. La Spagna, in quanto potenza coloniale, non aveva il diritto di criticare Israele, sostenne ulteriormente Rubin. In un altro post, Rubin suggerì che i civili marocchini avrebbero dovuto usare i bulldozer per raggiungere Ceuta e Melilla e issare la bandiera marocchina.
Poche settimane dopo gli articoli di Rubin, la sottocommissione per il bilancio della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti presentò un rapporto sul disegno di legge di bilancio del Dipartimento di Stato per il 2027. Il rapporto affermava che “le città di Ceuta e Melilla, amministrate dalla Spagna, si trovano in territorio marocchino”. Il Segretario di Stato ricevette istruzioni di promuovere il dialogo diplomatico tra Marocco e Spagna riguardo al loro futuro status. Il sito web “NachDenkSeiten” concluse che ciò consolidava definitivamente la rivendicazione del Marocco nella politica estera statunitense. Già nel 2002, gli Stati Uniti avevano dichiarato il Marocco un alleato chiave non NATO, e il Marocco ospita anche la più grande esercitazione militare annuale statunitense in Africa.
Il sito web “NachDenkSeiten” sottolinea come il Marocco abbia potuto contare su una consolidata relazione militare, in particolare con Israele. Già nel 2021 era stato firmato un memorandum d’intesa per la cooperazione nei servizi di intelligence, negli appalti militari, nell’addestramento e nelle esercitazioni congiunte. Nel gennaio 2026, è stato firmato un piano di lavoro annuale nell’ambito del Comitato militare congiunto. Durante l’afflusso a Ceuta, Washington e Gerusalemme disponevano di capacità di sorveglianza per monitorare la folla. Grazie ai loro legami strategici, entrambi i paesi sono stati in grado di comprendere le azioni di Rabat e di riconoscere e sfruttare la conseguente pressione su Madrid. L’evento non può essere liquidato come un episodio isolato di violazione delle frontiere, poiché ha seguito fin troppo fedelmente uno schema già delineato in precedenti dichiarazioni e proposte politiche.
Fonte: Multipolarnews