Rilanciare le energie utopiche del Maggio ’68

 

«Esiste davvero il desiderio di andare oltre il capitalismo?», questa era la «domanda guida» che Fisher proponeva ai suoi studenti durante la prima sessione del suo seminario al Goldsmiths College. La sfida, per la sinistra oggi, non consiste quindi solo nel restituire tutti i suoi diritti all’idea stessa di alternativa, dimostrando che ciò che viene incessantemente presentato come impossibile è in realtà perfettamente realizzabile e a portata di mano. La sfida consiste anche nel riuscire a dimostrare che queste possibilità concrete di ciò che si può quindi, con Fisher, definire un «socialismo democratico» o un «comunismo libertario» sono infinitamente più desiderabili della gabbia d’acciaio in cui ci rinchiude quel realismo capitalista che ci impone di scegliere tra la fine del mondo e il capitalismo.

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Spettri di Fisher, spettri di Marcuse: una delle vie per uscire dal limbo del «realismo capitalista» del neoliberismo (la sua capacità di presentarsi come l’unico ordine possibile e auspicabile) è quella di portare avanti la rivoluzione incompiuta unificando le lotte (anticolonialismo, antirazzismo, femminismo, ecologia, antiautoritarismo). A condizione che si formi una «coalizione» o un «Fronte Unito» che permetta loro di non chiudersi in se stesse.