L’establishment annullerà il trionfo elettorale dell’AfD?

 

Già da mesi prima del decisivo scrutinio elettorale di ieri in Sassonia-Anhalt (Sachsen-Anhalt), i media mainstream tedeschi, gli intellettuali di sistema, molti vescovi, vari “prominent member”, potenti attori economici e tutte le ONG che vivono di fondi statali, hanno cercato di influenzare, con ogni mezzo a loro disposizione, il risultato elettorale…

Hanno mobilitato tutte le forze a favore dell’informale “alleanza” tra cristiano-democratici (CDU/CSU) , dei Socialdemocratici (SPD), dei Liberali (FDP), dei Verdi (die Grünen) e della Sinistra (die LINKE), che, di comune accordo, hanno creato il cosiddetto «muro di protezione» (“Brandmauer”) contro il partito “Alternativa per la Germania” (AfD).

Per quanto possa sembrare esagerato, la cruda realtà in questa campagna elettorale «dura» come mai prima d’ora è che lo stesso cosiddetto «arco democratico» tedesco ha scatenato i «quattro cavalieri dell’Apocalisse» della manipolazione politica moderna: Propaganda, censura, intimidazione, repressione.

E che importa se ciò equivale all’erosione delle istituzioni democratiche e all’acuirsi della divisione sociale già esistente su varie questioni (la questione ucraina, l’immigrazione, l’economia, la russofobia/russofilia, la politica governativa dei “due pesi e due misure” ecc.)?

Ciononostante, come indicavano tutti i sondaggi attendibili e come è stato confermato dai risultati, i sostenitori del già vacillante «Brandmauer» non sono riusciti a raggiungere il loro primo obiettivo politico oggettivo, ovvero impedire il trionfo elettorale dell’«Alternativa per la Germania», che è stata addirittura vicina alla maggioranza assoluta dei seggi nel Parlamento regionale.

Ma non c’è solo trepidazione per il risultato finale delle elezioni in Sassonia, con i suoi 2,2 milioni di cittadini, ma anche ciò che ne seguirà per il futuro modo di governare questo piccolo Land federale, che improvvisamente ha acquisito tanta importanza. E per di più in una Germania che sta diventando sempre più autoritaria, con un’economia in crisi, una società divisa e un cancelliere Merz già fallito…

L’AfD, la democrazia e l’ipocrisia

La democrazia non si difende escludendo opinioni politiche indesiderate dal dibattito politico democratico, né può essere “orientata”, né si può vietare il partito – di gran lunga – primo nei sondaggi su scala nazionale, a causa di singole, effettivamente «espressioni antidemocratiche» di alcuni dei suoi esponenti, o perché alcuni esponenti dello Stato lo considerano «confermato di estrema destra». A tal fine sono necessarie prove chiare di un piano volto a rovesciare con la violenza il sistema politico e di un’esaltazione della violenza (Verherrlichung der Gewalt).

La democrazia corre il rischio maggiore quando cessa il confronto civile tra argomentazioni e quando il ricambio democratico al potere viene ostacolato con vari stratagemmi da parte di chi detiene il potere. Ed è chiaro che quando «la leggerezza dell’essere» nei paesi democratici finisce perché è diventata insostenibile per i detentori del potere, allora si apre anche la strada verso l’autoritarismo.

E questo si vedrà già da domani, se i «partiti di sistema» tedeschi, con l’aiuto – di fatto indispensabile – della sinistra tedesca «antisistemica», cercheranno con vari stratagemmi giuridici di escludere dalla coalizione di governo il partito che, con un ampio distacco dal secondo classificato, ha ottenuto un trionfo elettorale indiscutibile.

E in questo non c’è spazio per le convinzioni ideologiche che qualcuno possa avere. Nelle democrazie prevale la volontà popolare, anche se manipolata, anche se «menomata», come diceva il poeta…

Fonte: SLpress

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